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Viaggiare può renderci migliori

Luglio 24, 2018 Scritto da Co.Mo.Do.
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Viaggiare inquina, il turismo è un’industria spesso assai poco sostenibile, i comodi nostri spesso creano incomodo altrui. Però, come scrive su The Conversation Randy Malamud (docente di inglese alla Georgia State University in Atlanta, che, dopo aver vinto la sua paura del volo, ha percorso oltre 300 mila miglia aeree in un decennio), viaggiare può anche renderci migliori. A patto che impariamo a diventare turisti «umanisti». «Viaggiare da umanisti ristabilisce la nostra identità e indipendenza e ci aiuta ad opporci alle sovrastanti forze del globalismo». Come si fa? Soprattutto incontrando la gente, mangiando cibi locali, ma provando anche a «ingerire» la cultura del posto e ad adattarsi a usi e costumi alieni. Ci sono cose che vi possono cambiare più della vista dalla cima della Tour Eiffel». Malamud cita studi psicologici che dimostrerebbero come viaggiare in mondi e culture diversi ci renda più fiduciosi, creativi ed empatici. In tempi di «ideologie di estrema destra, crescente razzismo e xenofobia», viaggiare è più necessario che mai.
Un viaggio è la più grande possibilità che possiate avere per imparare cose che non potete sperimentare a casa vostra, per incontrare persone che altrimenti non incontrereste. Probabilmente scoprireste che, per molti aspetti, sono come voi, il che, in ultima analisi, è la ragione per cui si fa tutto questo.

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