Intervista a Luigi Cantamessa Direttore Fondazione FS

Intervista a Luigi Cantamessa Direttore Fondazione FS
Febbraio 04, 2018 Scritto da Co.Mo.Do.

La Fondazione, alla luce del forte legame esistente tra la storia del trasporto ferroviario italiano ed il Paese, è costituita nell'ambito del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane per preservare, valorizzare e consegnare integro, a vantaggio anche delle generazioni future, un Patrimonio di storia e di tecnica, simbolo del progresso e strumento di rafforzamento dell'unità degli Italiani. Il 6 marzo 2013 dagli amministratori delegati di FS Italiane, Trenitalia e RFI, nella qualità di Soci Fondatori, sono stati sottoscritti l'Atto costitutivo e lo Statuto della Fondazione. Da dicembre 2015 il Ministero Beni e delle Attività Culturali e del Turismo è “aderente istituzionale” alla Fondazione FS. Presidente della Fondazione e Presidente del Consiglio di Amministrazione è Mauro Moretti. La Direzione è affidata a Luigi Cantamessa.

D. Ing. Cantamessa quanto è importante l’aver creato la Fondazione FS nel 2013 per lo sviluppo del turismo ferroviario in Italia?
R. Più che importante, fondamentale. Con la nascita della Fondazione è stato possibile riorganizzare in maniera scientifica tutto l’asset treni storici. In passato affidato quasi esclusivamente alle attenzioni di sodalizi costituiti da appassionati, nonché salvaguardare e, finalmente, valorizzare il grande patrimonio storico del gruppo FS costituito da documenti, disegni, fotografie e pellicole digitalizzate. Ed ancora: il Museo di Pietrarsa è diventato quel quel gioiello che oggi è sotto gli occhi di tutti e visitato dal oltre 100mila turisti nel solo 2017. Grazie al progetto “Binari senza tempo” siamo riusciti a riportare in vita magnifiche linee ferroviarie per anni abbandonate o sottoutilizzate e che oggi, invece, fanno la fortuna dei territori che attraversano, con treni stracolmi di turisti. Un corollario di successi che ha portato, nel dicembre del 2015, all’ingresso del MiBACT all’interno della Fondazione, a sugello di una collaborazione strategica finalizzata allo sviluppo di un turismo sostenibile anche nel nostro Paese. I numeri parlano di 130mila passeggeri a bordo dei treni storici nel biennio 2016/2017: cifre che parlano da sole, e che testimoniano come il turismo ferroviario sia ormai una realtà consolidata e in continua crescita.

D. Pensava che dal 2013 ad oggi anche le Istituzioni si potessero finalmente porre il problema di ridare vita alle linee ferrovie chiuse perchè definite "rami secchi" e fare un DDL (Legge IACONO, n.d.r.) a tema?
R. In tutta sincerità sì. Era inevitabile che, presto o tardi, quegli itinerari caratterizzati da linee tortuose e lente, ma che si insinuano arditamente in territori affascinanti e, spesso, raggiungibili soltanto dal treno, destassero l’attenzione della politica. In tutto cio’, determinante è stato il contributo offerto della Fondazione FS che, alla luce del successo ottenuto dalle varie iniziative organizzate nelle prime linee riaperte all’esercizio ferroviario turistico, ha spinto e incoraggiato le istituzioni ad avviare investimenti finalizzati al recupero, anche parziale, di linee in disuso. La Legge 128/2017 ha riconosciuto come ferrovie turistiche un ventaglio di ben 18 tratte. Di quelle di proprietà FS, il 50% circa sono già state recuperate, altre lo saranno nel prossimo futuro.

D. È fattibile secondo una sua ragionevole utopia che le Regioni o i Comuni sulle quali insiste una linea ancora armata, riescano a reperire i necessari finanziamenti per far correre ancora un treno? Pensiamo ad esempio alla meravigliosa “Alcantara-Randazzo”.
R.  È fattibile e anche auspicabile. La linea da voi citata rientra nell’elenco contemplato dalla Legge 128/2017, e una sua riapertura potrebbe stravolgere in positivo l’economia locale, fortemente ancora al turismo escursionistico. Pensiamo ai benefici che apporterebbe un treno storico che, partendo dalla bella stazione di Taormina si addentra nella Valle dell’Alcantara, con il suo carico di turisti diretti alla fermata delle famose Gole. Un servizio del genere, con il contributo degli enti locali, potrebbe essere espletato anche 365 giorni l’anno, grazie alle favorevoli condizioni climatiche, e richiamerebbe l’interesse dei viaggiatori da tutto il mondo.

D. La sua opinione sul “velorail" in Italia. Può esserci “mercato” per questa alternativa al treno? Farà competizione al viaggio in treno?
R. Nessuna competizione, ovviamente. Il velorail può essere, invece, considerato complementare all’offerta dei treni storici e impiegato, ad esempio, in porzioni di linee ferroviarie che, per varie ragioni, non possono essere più percorse da normali convogli.

D. Dal 2018 al 2020: tre linee (nord, centro e sud/isole) sulle quali vorrebbe rivedere un treno di Fondazione FS.
R. Senza distinzione alcuna: tutte quelle frettolosamente chiuse dall’ex Ministro Signorile nel 1986.

D. Co.Mo.Do. ha sede operativa in un Museo Ferroviario, quello della ex Spoleto - Norcia che oggi è diventata una delle più belle greenway d’Europa. Ci sono i nostalgici che vorrebbero rivedere il trenino che da Spoleto arrivava a Norcia. Quanto è importante avere un treno in luoghi turistici post terremoto? O basta incrementare il turismo outdoor che già funziona brillantemente in Valnerina?
R. Naturalmente, la Fondazione FS promuove e supporta il ritorno del treno laddove questo è tecnicamente possibile e sostenibile. La Spoleto - Norcia fu, fino al 1968, una meravigliosa linea a scartamento ridotto di circa 50 km con caratteristiche quasi “svizzere”, un piccolo Gottardo nel cuore della verde Umbria. Tuttavia un suo recupero alle originarie funzioni, per quanto suggestivo, non è stato ad oggi preso in considerazione.

D. Una promessa: quando viene a visitare il nostro centro Studi al Museo ferroviario?
R. Molto presto!

D. Può essere di interesse per FFS veicolare l’offerta di turismo ferroviario con il calendario delle corse primaverili 2018, iscrivendole all’Undicesima edizione del Mese della mobilità dolce, ideata da Co.Mo.Do. nel 2006 e che ha portato da allora un fascio di luce sulle linee dismesse che ammontavano a circa 5000 km?
R: Assolutamente sì: la nostra è una collaborazione preziosa.