Libri sotto l'albero 2018

Libri sotto l'albero 2018 Photo Shawn via Flickr (CC BY-NC 2.0)
Dicembre 20, 2018 Scritto da Co.Mo.Do.
Atlante delle ferrovie in disuso

Atlante Italiano delle Ferrovie in disuso - Istituto Geografico Militare di Firenze
Progetto coordinato dall'urbanista e cartografo Albano Marcarini: ideatore, socio fondatore e Past President di Co.Mo.Do. e da Roberto Rovelli, agronomo.
Questo Atlante parla di ferrovie che non ci sono più. Il libro approfondisce le vicende storiche e la geografia di 75 linee in disuso, gestite dalle Ferrovie dello Stato o da concessionarie private, distribuite in tutte le regioni italiane, come esempio delle tante e differenti situazioni esistenti. A differenza di altri atlanti sulle ferrovie dismesse apparsi negli anni scorsi, in questo si è voluto dedicare ampio spazio alle preziose cartografie dell'Istituto Geografico Militare, che consentono al lettore di osservare come le linee in disuso si inserissero nel territorio e dove fossero localizzati viadotti, ponti, gallerie, invogliando allesplorazione di ciò che resta di questo straordinario patrimonio. Alle pagine 32 e 33, si dà spazio alle varie locandine della Giornata Nazionale delle Ferrovie Dimenticate, istituita nel 2008 da Co.Mo.Do.. La giornata, fissata ogni anno alla prima domenica di marzo prosegue anche nel 2019, segno di un indiscusso favore che, di anno in anno, ha addiritura moltiplicato il calendario così che il mese di marzo di ogni anno è ormai divenuto il Mese della Mobilità Dolce in Italia.
Altri autori: Andrea Bruzzone, Andrea Rossi, Antonio Stigliani, Arne Nilsson, Aurelio Heger, Carlo Bonari, Davide Silvestrini, Gabriele Rovelli, Giuditta Cesareo, Loris Lancini, Lorenzo Linthout, Mario Verin, Paolo Capocci, Ruggero Russo, Rosario Artale, Salvatore Marano, Silvio Cinquini, Simone Prandi, Vittorio Lascala.
Per acquisto copie: 055 2732242

La fondazione delle città

Giuseppe Gisotti, La fondazione delle città. Le scelte insediative da Uruk a New York - Carocci Editore
Il libro analizza le preferenze insediative che hanno determinato la fondazione delle città più importanti dallantichità a oggi, nonché il loro sviluppo urbanistico. Rilievi e pianori, porti naturali ben riparati, territori ricchi di risorse naturali e geologiche orientarono le scelte dei fondatori di Uruk, Roma, New York, mentre alluvioni, sedimentazione di foci fluviali, frane, terremoti furono tra le cause del declino e dell'abbandono di Leptis Magna, Sibari, Paestum, Selinunte. Nella prima parte sono descritte le principali motivazioni delle scelte insediative: abbondanza di risorse necessarie per la sopravvivenza, quali acqua, suoli fertili, idonei materiali da costruzione, ma anche stabilità dei terreni di fondazione, assenza di rischi naturali e, in particolare, geologici, oltre a caratteristiche favorevoli, quali foce dei fiumi per un facile attracco e riparo o ubicazioni naturali fortificate. La seconda parte comprende una ricca selezione di casi di studio, relativi a diversi contesti geografici ed epoche, che dimostrano come non solo coloni in cerca di terre da coltivare, rifugiati costretti ad abbandonare la loro patria per guerre o carestie, ma anche generali per i loro accampamenti militari (dove poi sarebbero sorte delle città) considerassero scrupolosamente le caratteristiche naturali del sito prima di ritenerlo idoneo per i loro insediamenti.